“Contro il fenomeno del pizzo è necessaria una repressione forte e costante, degna di uno Stato di diritto”. Sono le parole di Maria Falcone durante il suo intervento al convegno di Confcommercio su racket e imprese che si è svolto a Villa Igiea, a Palermo. Per la sorella del giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia il 23 maggio del 1992, le risorse dell’Ue “possono essere fondamentali per la rinascita economica del territorio”.
Favorire lo sviluppo per indebolire le scorciatoie del malaffare. Poi, rivolgendosi agli imprenditori presenti in sala: “Vi prego, riscrivete la storia economica di Palermo e della Sicilia. Occorre creare una scuola diversa affinché nasca una società in grado di ribellarsi alla criminalità. Solo attraverso lo sviluppo si può vincere la mafia”.
Pnrr. Falcone poi parla dell’opportunità costituita dal Piano nazionale di ripresa e resilienza in termini di “una grande sfida: fondi per la rinascita della Sicilia”. Ancora: “Buscetta lo disse al maxiprocesso, Cosa nostra è un’organizzazione tentacolare che riesce ad espandersi nel tessuto connettivo della società e una volta che si è insinuata, la corrompe e la trasforma in un’ altra cosa, funzionale ai propri guadagni. Va sempre tenuta presente la sua attitudine ad insinuarsi in tutto ciò che è legale”.