La raccolta rifiuti zoppica, a volte si blocca, il traffico, tra isole pedonali e slalom di monopattinisti gasati, pare fuori controllo. Ieri il colpo di grazia con ingorghi micidiali in centro per la chiusura della Cala, dovuta alle riprese di uno spot. Nei giorni scorsi la politica ha depositato la mozione di sfiducia al sindaco Leoluca Orlando, ora i cittadini si organizzano sui social. La protesta monta una volta di più dopo che ieri perfino le autoambulanze sono rimaste bloccate in via Roma. La replica laconica del primo cittadino è stata che, a parte il dispiacere per i disagi, la città avrà delle ricadute internazionali in termini di visibilità. A giudicare dai commenti e dalle reazioni, ieri il popolo del web si è stizzito più per questa affermazione che per la paralisi della circolazione.
Su Facebook sono stati pubblicati dei meme con il volto del sindaco e il corpo di un pilota da Formula Uno (lo spot girato ieri era attinente a questo tema) ma soprattutto ha avuto uno slancio la “petizione” con tanto di manifestazione indetta per il 28 giugno prossimo per chiedere le dimissioni dell’inquilino di Palazzo delle Aquile. Si vedrà se il potere organizzativo delegato a internet potrà fare da collante e radunare gente.
“Assodato che il Sindaco Orlando e la sua Giunta non hanno saputo amministrare – si legge nel testo dell’evento che su Facebook promuove la protesta – causando lo sfacelo più totale della nostra amata Palermo e che il Consiglio Comunale non pare essere in grado di produrre la Mozione di Sfiducia del Sindaco (unico atto auspicabile e che produrrebbe il superamento definitivo di questa triste pagina per la nostra Palermo),da semplici cittadini abbiamo pensato di riunirci davanti al Palazzo delle Aquile per far sentire la nostra voce ed invitarli, attraverso la sottoscrizione di una Petizione, ad abbandonare le loro poltrone e liberare Palermo dai danni che hanno prodotto! Vogliamo che comprendano che non li vogliamo più e che Palermo merita un Futuro”. Poi segue il testo della petizione.
Non è la prima volta che lo scontento popolare diventa tangibile su Facebook, nelle scorse settimane è stato necessario togliere agli utenti la possibilità di commentare i post sulla pagina ufficiale del primo cittadino, a causa di numerosi insulti (nel momento in cui scriviamo è ancora così). Adesso, però, si vedrà tra politica e cittadinanza chi riuscirà a sortire degli effetti. In realtà, la mozione di sfiducia è nata “moscia” a causa di alcuni consiglieri che per un anno hanno predicato la necessità di mandare a casa il sindaco ma, folgorati sulla via di Damasco della responsabilità, hanno avuto l’epifania: consolidato, emergenza sepolture, altre cento cose che al cittadino comune non dicono nulla a meno che non abbia fatto un corso da contabile. Queste le ragioni che alcuni, non pochi, hanno indicato come atti da concludere e risolvere prima di consegnare la città a un commissario. C’è chi, invece, come Marianna Caronia si è sentita presa in giro e ha lasciato il partito, Forza Italia, perché gli “azzurri” non voteranno la mozione di sfiducia. Si rimane in attesa, ci faranno sapere.
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